COP31 SI COMINCIA

Che cosa sia una COP (COnferenza della Parti) i nostri lettori dovrebbero ormai saperlo: l’occasione unica di incontro tra tutti i governi del mondo e le parti interessate a diverso titolo alla questione climatica, per trovare delle strade percorribili e condivise.

L’idea di fondo è buona, ma l’attuazione è difficile specialmente in questi ultimi 3 o 4 anni. Questo accade non tanto per la complessità della questione e la conseguente fatica nel trovare una soluzione, ma per la non volontà politica. E non solo delle grandi potenze globali. Si pensi solo al fatto che la nostra primo ministro Giorgia Meloni, così attenta al futuro e a un buon futuro per i giovani, anche quest’anno non sarà presente all’incontro tra i capi di governo del mondo, e il ministro per l’Ambiente, Pichetto Fratin, non sa parlare inglese, che è la lingua ufficiale di ogni COP.

Comunque, la COP31 comincerà il 9 novembre e terminerà il 20 ad Antalya (Turchia) sotto la duplice presidenza turca e australiana: già questo sarà un bel pasticcio per la gestione delle relazioni e gli incontri tra le varie parti in causa.

L’altro grande problema, evidenziato già nel passato, è la poca adesione tra la politica climatica attuale e la realtà complessa del mondo, per cui la prima questione da risolvere è proprio capire cosa sia più urgente affrontare e tentare di risolvere tra le tante e varie necessità climatiche.

Non me ne voglia il mio amico Ferdinando Cotugno se lo cito senza… permesso:

«l’overshoot è un fatto, il grado e mezzo sarà superato, per avere un overshoot limitato servono tecnologie che al momento non esistono (cattura della CO2), siamo dentro un El Niño senza alcun precedente noto, l’Ipcc non riesce più a funzionare, abbiamo osservato tra Cop30 e Cop31 la più grave guerra energetica dell’era moderna che ha dimostrato in modo pratico tutti i vantaggi della transizione, intanto i danni e le perdite hanno iniziato ad andare fuori controllo. Se rimaniamo dentro il triangolo overshoot, crisi di Hormuz, frana in Nepal, avremo una Cop basata sulla realtà, altrimenti avremo una COP basata su sé stessa.» (Areale, Il Domani, 31 ottobre 2026).

Anche secondo altri analisti o conoscitori del settore da diversi punti di vista ed esperienza, le prospettive non sono delle migliori e il pessimismo per l’inutilità di questa ennesima COP è alto.

Ciò detto, una ambizione positiva la COP31 ce l’ha: elettrificare il 35 percento dei consumi di energia mondiale. Non pensiamo però che tutto sia così facile, anche perché la maggior parte del consumo di energia elettrica oggi dipende ancora da fonti fossili. Questa è in ogni caso un’ambizione sana e giusta; la sfida sarà affrontarla e cercarne piste di soluzione praticabili. Cina permettendo.

Ma le COP hanno anche aspetti positivi, come quelli che ho sperimentato in prima persona lo scorso anno a Belem, aspetti che alla stampa e ai più passano inosservati: fanno incontrare tante persone “quotidiane” e le loro diverse realtà, accomunate dalla ricerca di piste di soluzione innovative e significative grazie alla “buona volontà” di appassionati di un buon futuro. Basti a conferma di ciò quanto ho letto, ancora in Ferdinando Cotugno, nel suo ultimo libro Chi paga il conto del clima? È la storia di Saúl Luciano Lluya, una semplice guida turistica della Cordillera Blanca (Perù) che, avendo incontrato alcuni giuristi tedeschi e docenti di Oxford durante la COP20 di Lima, ha dato vita a un nuovo filone della giurisprudenza, per combattere i pericoli del cambiamento climatico causati delle grandi multinazionali. Dei frutti di questa iniziativa ne stiamo ancora godendo oggi!

Non sappiamo come si svolgerà e come terminerà la COP31 di Antalya, non vi offrirò delle cronache quotidiane, che lascio agli esperti, ma già il fatto di interessarcene, di chiedere alle nostre fonti di informazione di occuparsene sarà importante. Preoccuparsi di cambiamenti climatici non significa pensare a questioni non essenziali, ma rispondere concretamente a quella cura dell’ambiente che ci è stata affidata non dall’ONU, ma da Qualcuno di più importante.

pJgiannic – Milano

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